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L'Atene della Basilicata - Napolicchio

Negli ultimi secoli, Muro Lucano si è affermato come un centro culturale di rilievo. Nel XVIII secolo, il paese si guadagnò il prestigioso titolo di "Atene della Basilicata" grazie ai numerosi intellettuali e artisti che vi gravitavano. Il forte legame con Napoli, culla di studi e fermento culturale, valse a Muro Lucano l'affettuoso appellativo di "Napolicchio" — piccola Napoli.
Secondo una suggestiva leggenda locale, il nome derivava anche dalla conformazione geografica: nei giorni di nebbia, le valli circostanti assumevano l'aspetto del golfo napoletano, tanto che i compaesani dicevano — e ancora oggi si dice — "è arruat lu mar a Mur" (il mare è arrivato a Muro).
Purtroppo, una serie di catastrofi — terremoti e altri eventi devastanti — spazzò via gran parte del patrimonio letterario, preservando solo alcune opere artistiche. Nel corso del Novecento, gli spazi culturali si ridussero drasticamente, e il sisma del 1980 inferse il colpo finale: la popolazione crollò, insieme alle iniziative culturali. La cruda realtà è questa: parlare di cultura è facile, coltivarla richiede tempo, dedizione e sacrificio. È più allettante investire in settori che attraggono folle ma lasciano poco dietro di sé.
Una luce in questo buio si è accesa nel 2009,  anno in cui nasce il Premio Letterario San Gerardo Maiella, un concorso pensato per rivalutare il vernacolo muranese accanto all'italiano, attraverso poesia e racconti brevi. Oggi giunto alla XVIII edizione, è organizzato dall'associazione Unitre di Muro Lucano e si svolge annualmente, con le premiazioni a giugno. Riconoscimento straordinario: il Presidente della Repubblica ha insignito il concorso della propria medaglia rappresentativa per cinque anni consecutivi, testimonianza della sua importanza nazionale