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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Viaggio nell'archeologia industriale di Muro Lucano

L’archeologia industriale a Muro Lucano: il lago Nitti e le opere Nittane Italiano | English Un patrimonio industriale tra storia e paesaggio Nel cuore della Basilicata, tra le montagne dell’Appennino Lucano, si nasconde un patrimonio di archeologia industriale di straordinario valore: il complesso delle opere Nittane , volute all’inizio del ‘900 da Francesco Saverio Nitti per modernizzare il Mezzogiorno attraverso l’energia idroelettrica. Tra queste, spiccano la diga sul fiume San Pietro , il lago artificiale di Muro Lucano (noto anche come lago Nitti ), e la centrale idroelettrica in contrada Pascone , oggi dismessa. Queste infrastrutture, oltre a rappresentare un esempio di ingegneria pionieristica, sono diventate simboli di un paesaggio industriale che dialoga con la natura, tra memoria storica e suggestioni visive. La diga e il lago Nitti: un progetto visionario La di...

L'Atene della Basilicata - Napolicchio

Negli ultimi secoli, Muro Lucano si è affermato come un centro culturale di rilievo. Nel XVIII secolo, il paese si guadagnò il prestigioso titolo di "Atene della Basilicata" grazie ai numerosi intellettuali e artisti che vi gravitavano. Il forte legame con Napoli, culla di studi e fermento culturale, valse a Muro Lucano l'affettuoso appellativo di "Napolicchio" — piccola Napoli. Secondo una suggestiva leggenda locale, il nome derivava anche dalla conformazione geografica: nei giorni di nebbia, le valli circostanti assumevano l'aspetto del golfo napoletano, tanto che i compaesani dicevano — e ancora oggi si dice — "è arruat lu mar a Mur" (il mare è arrivato a Muro). Purtroppo, una serie di catastrofi — terremoti e altri eventi devastanti — spazzò via gran parte del patrimonio letterario, preservando solo alcune opere artistiche. Nel corso del Novecento, gli spazi culturali si ridussero drasticamente, e il sisma del 1980 inferse il colpo finale: la p...

Un mistero barocco nell'abside di Muro Lucano

Chi entra nella Chiesa della Madonna del Soccorso a Muro Lucano e alza gli occhi verso l'abside si trova di fronte a una scena celeste di grande impatto emotivo: un cielo dorato popolato di nuvole grigie, angeli musicanti, putti festosi, e al centro una figura maschile anziana con lunga barba bianca, avvolta in un mantello verde e rosso scarlatto, che regge uno scettro dorato e alza la mano in un gesto solenne. Sembra Dio Padre. Ma è davvero lui? La domanda, apparentemente semplice, cela una serie di anomalie iconografiche che rendono questa figura uno dei misteri più affascinanti dell'arte religiosa lucana del Settecento. Anomalie che un occhio attento non può ignorare, e che aprono scenari interpretativi alternativi di grande interesse storico-teologico. La prima anomalia: i colori del manto Nella tradizione pittorica cattolica, Dio Padre viene quasi invariabilmente rappresentato con una veste bianca o azzurra e un mantello dorato o porp...