L’archeologia industriale a Muro Lucano: il lago Nitti e le opere Nittane
Nel cuore della Basilicata, tra le montagne dell’Appennino Lucano, si nasconde un patrimonio di archeologia industriale di straordinario valore: il complesso delle opere Nittane, volute all’inizio del ‘900 da Francesco Saverio Nitti per modernizzare il Mezzogiorno attraverso l’energia idroelettrica. Tra queste, spiccano la diga sul fiume San Pietro, il lago artificiale di Muro Lucano (noto anche come lago Nitti), e la centrale idroelettrica in contrada Pascone, oggi dismessa. Queste infrastrutture, oltre a rappresentare un esempio di ingegneria pionieristica, sono diventate simboli di un paesaggio industriale che dialoga con la natura, tra memoria storica e suggestioni visive.
La diga e il lago Nitti: un progetto visionario
La diga in cemento armato, costruita per sbarrare il fiume San Pietro, ha dato vita al lago
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| Diga di Muro Lucano |
artificiale di Muro Lucano, un bacino oggi dismesso per motivi di sicurezza ma ancora carico di fascino. L’opera, realizzata nei primi decenni del ‘900, riflette la volontà di Nitti di dotare la regione di infrastrutture moderne. Le paratie ancora visibili, insieme alla struttura imponente della diga, raccontano una storia di progresso tecnologico e ambizione politica.
La centrale idroelettrica di Pascone
A valle della diga, in località Pascone, sorgeva la centrale idroelettrica, oggi dismessa ma ancora testimone di un’epoca in cui l’energia idroelettrica era sinonimo di innovazione. L’impianto sfruttava le acque del lago attraverso una condotta forzata, un sistema di tubazioni che convogliava l’acqua verso le turbine. La condotta richiese la realizzazione di tre gallerie, la più lunga delle quali supera i 600 metri e costeggia il corso del fiume San Pietro, offrendo panorami mozzafiato.
Il tubo piezometrico e l’arco parabolico
Collegato alla condotta forzata, il tubo piezometrico era una torre alta circa 50 metri, progettata per mitigare il "colpo di ariete". Dopo il terremoto del 1980, la struttura è stata ridotta in altezza per motivi di sicurezza. La condotta percorre gli ultimi tratti con un arco parabolico vicino al Sentiero delle Ripe, un elemento iconico dell’archeologia industriale lucana.
Un futuro per l’archeologia industriale
Le opere Nittane rappresentano un patrimonio da valorizzare, non solo per il loro valore storico e tecnico, ma anche per il potenziale turistico e culturale. La loro dismissione non ne ha cancellato l’importanza: oggi possono diventare simboli di una rinascita sostenibile, dove la memoria del passato si unisce a nuove prospettive di sviluppo.
Industrial Archaeology in Muro Lucano: Lake Nitti and the Nittane Works
In the heart of Basilicata, among the mountains of the Lucanian Apennines, lies an extraordinary industrial archaeology heritage: the Nittane Works, commissioned in the early
1900s by Francesco Saverio Nitti to modernize Southern Italy through hydroelectric power. Among these, the dam on the San Pietro River, the artificial lake of Muro Lucano (also known as Lake Nitti), and the now-decommissioned plant in Pascone hydroelectric plant stand out. These infrastructures, beyond being examples of pioneering engineering, have become symbols of an industrial landscape that interacts with nature, blending historical memory and visual beauty.
The Dam and Lake Nitti: A Visionary Project
The reinforced concrete dam, built to block the San Pietro River, created the artificial lake of Muro Lucano, now decommissioned for safety reasons but still fascinating. This early 20th-century project reflects Nitti’s ambition to equip the region with modern infrastructure. The visible gates and the imposing dam structure tell a story of technological progress and political vision.
The Pascone Hydroelectric Plant
Downstream from the dam, in the Pascone area, stood the hydroelectric plant, now
decommissioned but still a testament to an era when hydroelectric power symbolized innovation. The plant utilized the lake’s water through a penstock, a pipeline system directing water to the turbines. The penstock required the construction of three tunnels, the longest exceeding 600 meters, running alongside the San Pietro River and offering breathtaking views.
The Piezometric Tube and Parabolic Arch
Connected to the penstock, the piezometric tube was a tower about 50 meters high, designed to mitigate water hammer effects. After the 1980 earthquake, the structure was reduced in height for safety reasons. The penstock’s final section features a parabolic arch near the Sentiero delle Ripe, an iconic element of Lucanian industrial archaeology.
A Future for Industrial Archaeology
The Nittane Works represent a heritage to be preserved, not only for their historical and technical value but also for their tourism and cultural potential. Their decommissioning has not diminished their importance: today, they can become symbols of sustainable rebirth, where the memory of the past merges with new development perspectives.


